Temporary Export Manager: il tuo export manager, quando serve alla tua azienda
Un Temporary Export Manager è un professionista che affianca la tua azienda per costruire, avviare o riorganizzare un progetto di sviluppo commerciale all’estero, senza richiedere l’assunzione immediata di una figura interna a tempo pieno.
Non si limita a cercare clienti o distributori: analizza il potenziale dei mercati, definisce le priorità, prepara l’offerta, sviluppa i contatti e trasferisce metodo all’organizzazione. L’obiettivo è trasformare l’export da insieme di tentativi occasionali a processo commerciale misurabile e replicabile.
Per una PMI, questo significa accedere rapidamente a competenze senior e a una guida operativa, mantenendo un impegno proporzionato alla fase del progetto. Quando il bisogno è più ampio e coinvolge strategia, posizionamento, organizzazione e mercati, il lavoro può integrarsi con un percorso di consulenza per l’internazionalizzazione.
Cos’è un Temporary Export Manager: cosa fa e cosa non è
Il TEM (Temporary Export Manager) è un manager esterno che assume la responsabilità operativa di un progetto export per un periodo definito o per una quota prestabilita del proprio tempo. Entra in azienda con obiettivi, priorità e indicatori condivisi e lavora a fianco della direzione, dell’area commerciale e delle altre funzioni coinvolte.
In concreto, un export manager cosa fa? Seleziona i mercati più coerenti con il prodotto e con le risorse disponibili, verifica il posizionamento competitivo, definisce i canali di ingresso, costruisce liste di prospect qualificati, prepara gli strumenti commerciali, gestisce le trattative e organizza un sistema di follow-up. Quando necessario, coordina fiere, distributori, agenti, importatori e partner locali.
Il TEM non è un semplice consulente che consegna un documento e lascia all’azienda l’esecuzione. Il suo compito è portare avanti il progetto, prendere decisioni operative con la proprietà e creare le condizioni affinché i risultati possano durare anche dopo la conclusione dell’incarico.
Soprattutto, il TEM non coincide con un agente di commercio. L’agente vende in una zona o su una rete già definita ed è normalmente remunerato in funzione degli ordini generati. Il Temporary Export Manager costruisce prima il sistema: analizza, sceglie, struttura, testa e coordina. In questa pagina puoi trovare un approfondimento sulle differenze tra Temporary Export Manager e Agente di Commercio.
La norma UNI 11823:2021 rappresenta uno standard di riferimento per la figura professionale dell’Export Manager e definisce conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità richieste a chi opera nello sviluppo internazionale delle imprese.
Quando serve un Temporary Export Manager?
Ci sono alcune situazioni e contesti in cui il ruolo del TEM può risultare cruciale per il successo delle attività di business di un'impresa. Ecco le principali:
Primo approccio all'export
L’azienda ha un buon prodotto e riceve qualche richiesta dall’estero, ma non dispone di una strategia. Il TEM aiuta a capire da quali Paesi partire, quali adattamenti sono necessari e quali canali hanno maggiori probabilità di funzionare, evitando di disperdere budget su dieci mercati contemporaneamente.
Ingresso in un nuovo mercato
L’impresa esporta già, ma vuole entrare in Germania, Regno Unito, Stati Uniti o in un’altra area strategica. Il TEM verifica attrattività, concorrenza, pricing, requisiti del canale e potenziali partner. Per esempio, può stabilire se sia più efficace lavorare con un importatore, un distributore specializzato, una rete di agenti o direttamente con il retail.
Preparazione di una fiera internazionale
Partecipare a una fiera senza un’attività commerciale prima e dopo l’evento spesso produce contatti poco qualificati e nessun seguito. Il TEM seleziona i prospect da invitare, prepara il messaggio, organizza gli appuntamenti e definisce un processo di follow-up affinché la fiera diventi uno strumento di vendita, non una semplice presenza istituzionale.
Lancio di un prodotto all'estero
Un prodotto che funziona in Italia non è automaticamente pronto per un altro mercato. Il Temporary Export Manager valuta assortimento, packaging, argomentazioni di vendita, fascia prezzo e interlocutori da coinvolgere. Il lancio viene quindi costruito su un mercato e su un canale specifici, invece di replicare meccanicamente il modello italiano.
Riorganizzazione della rete distributiva
L’azienda ha distributori attivi, ma i risultati sono discontinui, i dati sono scarsi e non esiste una gestione strutturata. Il TEM analizza la rete, distingue i partner da sviluppare da quelli da sostituire, definisce obiettivi e strumenti di controllo e riattiva il presidio commerciale dei mercati prioritari.
Il successo nell'internazionalizzazione parte da qui
L'ingresso in un nuovo mercato non è solo questione di vendite.
Servono strategie di internazionalizzazione delle imprese che integrino analisi culturale, normativa e logistica con un approccio orientato ai risultati. Ti aiutiamo a distinguerti dalla concorrenza, progettando soluzioni innovative e personalizzate per posizionare il tuo brand nel modo giusto.
Comprendere le diverse culture con cui ti confronti è essenziale: mercati come quelli asiatici, molto lontani dalle nostre dinamiche, offrono opportunità straordinarie se affrontati con consapevolezza.
Come funziona l'ingaggio: Temporary o Fractional?
L’incarico viene costruito in base all’obiettivo, alla durata prevista e al livello di presenza richiesto.
Nel modello Temporary, il professionista interviene per un periodo determinato e su un progetto specifico. Può trattarsi, per esempio, dell’ingresso in un nuovo mercato, della costruzione di una rete distributiva, del lancio di una linea o della preparazione di una fiera strategica. Il mandato ha un inizio, una roadmap, risultati attesi e un momento di passaggio delle attività all’azienda.
Nel modello Fractional, il manager mette a disposizione un monte ore settimanale o mensile e diventa una funzione export esterna continuativa. È la soluzione adatta quando il progetto richiede presidio nel tempo, ma non giustifica ancora l’assunzione di un export manager interno. La modalità è approfondita nella pagina dedicata al Fractional Export Manager.
In entrambi i casi, il lavoro parte da una fase di diagnosi: prodotto, mercati già serviti, marginalità, risorse interne, materiali commerciali, precedenti tentativi e obiettivi. Da qui viene costruito un piano operativo con attività, responsabilità, priorità e indicatori.
Quando il progetto richiede una ricerca sistematica di nuovi interlocutori e, allo stesso tempo, lo sviluppo dei rapporti già esistenti, Going Global può integrare il lavoro del TEM con HFS – Hunting & Farming Services:
- hunting per individuare e aprire nuove opportunità
- farming per coltivare distributori, buyer e partner già acquisiti.

Quanto costa un Temporary Export Manager
Il costo dipende da ampiezza del progetto, numero di mercati, complessità del settore, frequenza dell’affiancamento, trasferte e livello di responsabilità. Un incarico circoscritto può collocarsi nella fascia di alcune migliaia di euro al mese; progetti internazionali più complessi, con forte operatività e più mercati, richiedono budget sensibilmente superiori.
Quando si confronta il costo con lo stipendio di un export manager interno, è importante considerare non soltanto la retribuzione, ma anche contributi, benefit, tempi di selezione, onboarding e rischio di assumere una figura prima di aver definito con precisione mercati e modello commerciale. Il TEM consente di acquistare competenze e capacità esecutiva nella misura necessaria alla fase aziendale.
Il modello più coerente prevede normalmente una componente fissa, legata al lavoro svolto, e una componente variabile o un bonus collegato a risultati verificabili nel medio-lungo periodo. Il fisso remunera attività fondamentali che precedono la vendita: analisi, preparazione, scouting, qualificazione, negoziazione, gestione dei partner e costruzione del processo.
Un compenso esclusivamente a provvigione, tipico dell’agente, è spesso inadeguato per un progetto export duraturo. Spinge a privilegiare l’ordine più rapido, mentre l’azienda ha bisogno di scegliere i mercati corretti, proteggere il posizionamento, selezionare i partner e costruire relazioni che possono richiedere mesi.
Per questo il confronto tra TEM e agente di commercio non riguarda soltanto il costo, ma soprattutto obiettivi, responsabilità e orizzonte temporale.
Perché Going Global?
Going Global non propone un export manager generalista né un’attività limitata alla produzione di report.
Daniele Fuligno porta nel progetto esperienza diretta nello sviluppo commerciale internazionale e nel confronto con organizzazioni retail complesse, tra cui Walmart (USA), Kaufland (Germania), Asda (Regno Unito), Nitori (Giappone).
Questo significa conoscere le logiche con cui buyer, distributori e grandi insegne valutano un fornitore: affidabilità, assortimento, marginalità, posizionamento, continuità operativa e capacità di supportare il mercato dopo il primo ordine.
La qualifica conforme allo standard
UNI 11823:2021 offre inoltre un riferimento concreto sulle competenze richieste alla figura dell’Export Manager. Il lavoro resta però pragmatico: obiettivi chiari, mercati selezionati, interlocutori reali, attività tracciate e confronto diretto con l’imprenditore.
Domande Frequenti sul ruolo del Temporary Export Manager
Che differenza c’è tra Temporary Export Manager e agente di commercio?
Il TEM progetta e guida lo sviluppo export: sceglie mercati e canali, prepara l’azienda, seleziona partner, coordina le attività e misura i risultati. L’agente opera soprattutto sulla vendita in una zona o su un portafoglio clienti ed è generalmente remunerato a provvigione. Le due figure possono collaborare, ma non sono intercambiabili.
Quanto dura un incarico temporary?
Dipende dall’obiettivo. Un progetto focalizzato può durare alcuni mesi; l’apertura e il consolidamento di mercati complessi richiedono spesso un orizzonte più lungo. La durata deve essere coerente con i cicli decisionali dei buyer e con il tempo necessario per trasformare contatti qualificati in relazioni commerciali stabili.
Il TEM lavora in esclusiva?
Non necessariamente. L’esclusiva può essere prevista per settori, prodotti o mercati quando esiste un potenziale conflitto. In ogni caso, riservatezza, trasparenza e gestione dei conflitti devono essere definite chiaramente nell’incarico prima dell’avvio delle attività.
Posso usare il Voucher Internazionalizzazione per pagare un TEM?
È possibile quando esiste una misura attiva e quando impresa, progetto e professionista rispettano tutti i requisiti previsti dal bando. L’agevolazione non è automatica e condizioni, spese ammissibili, qualifiche richieste e finestre temporali possono cambiare. Prima di impostare il progetto è quindi necessario verificare la misura applicabile: consulta il nostro approfondimento sul Voucher Internazionalizzazione TEM 2026.
Tutto inizia dall'ascolto delle tue esigenze
Iniziamo il nostro percorso con un ascolto attento delle tue necessità e dei tuoi obiettivi. Ogni azienda è unica, e per questo costruiremo insieme una strategia personalizzata che rispecchi la tua visione. Il nostro compito è supportarti in ogni fase del processo.

